Dove sei: Homepage > Tempo libero > Notizie Tempo libero > Tra satira e ossessione, l'ultima opera di Molière al Teatro Comunale: Il malato immaginario
IL MALATO IMMAGINARIO - La fragilità come difesa nell’ultima opera di Molière
Tindaro Granata e Lucia Lavia guidano la scena de Il malato immaginario di Molière al Teatro Comunale Claudio Abbado Ferrara il 20 e 21 febbraio alle 20.30 e il 22 febbraio alle 16. Sabato l’Incontro con la compagnia. Scritto nel 1673, Il malato immaginario è uno dei testi più celebri dell’autore francese, ultimo e feroce attacco alla medicina del suo tempo. Una commedia che affonda le radici nella biografia di Molière, uomo malato e ossessionato dalla morte, capace però di trasformare l’angoscia in materia comica e teatrale. Non a caso, l’opera coincide con il suo congedo dalle scene: Molière morì poco dopo averla rappresentata, quasi a suggellare con la propria vita l’estrema beffa teatrale contro la malattia.
Questo allestimento, onirico e irriverente, restituisce un Malato immaginario divertente ma profondamente contemporaneo, capace di parlare al presente con tutta la sua forza satirica e inquietudine. Al centro della vicenda c'è Argante: un ipocondriaco ossessivo, prigioniero della paura del corpo e della malattia. Argante è circondato e manipolato da medici inetti e farmacisti opportunisti, pronti ad alimentare le sue ansie per bieco interesse personale. Egli si rivela così vittima di sé stesso e burattino di chi lo circonda. Il testo nasce in uno dei momenti più difficili nella vita di Molière, segnato da conflitti personali, sociali e artistici. Proprio in questo clima, l'autore scrive per sé il personaggio di Argante, trasformando la commedia in una riflessione amara e lucidissima sulla fragilità, sul corpo e sull’illusione come forma di difesa.
Andrea Chiodi, regista: “Mi sono chiesto se questo grido non fosse il grido disperato di un autore teatrale che, mentre scrive, si sente messo da parte, ridicolizzato dalla società, non più di moda e, nel caso di Molière, non più accettato a corte. Con questo lavoro ho cercato di mettere in scena questo grido disperato, il grido di un artista, la domanda di un artista, la domanda di chi cerca di far capire a chi parla la sua arte, il suo teatro, fino a morirci dentro, fino a decidere di essere malato per proteggersi dalla durezza della realtà”.
Incontro con la compagnia. La compagnia incontrerà il pubblico sabato 21 febbraio alle ore 18 al Ridotto del Teatro, in un appuntamento coordinato da Marcello Corvino, direttore artistico del Teatro. Ingresso libero. Accessibilità e inclusione. La replica di sabato 21 febbraio sarà audiodescritta per il pubblico non vedente e ipovedente. L’audiodescrizione
sarà curata dal Centro Diego Fabbri di Forlì. Lo spettacolo rientra nel programma TEATRO NO LIMITS, un’iniziativa che promuove l’accesso alla cultura come diritto di tutti. Grazie a un sistema di audiodescrizione dal vivo, le persone non vedenti e ipovedenti possono seguire la rappresentazione attraverso cuffie wireless collegate a una postazione di regia, dove un lettore professionista descrive azioni, gesti, scenografie e atmosfere, senza mai sovrapporsi ai dialoghi o alla musica. L’audiodescrizione viene preparata appositamente per ogni spettacolo e realizzata in tempo reale, permettendo una fruizione piena e personalizzata.
Info utili. Biglietti da 8 a 32 euro, con riduzioni anche per under 30. Info e vendite su www.teatrocomunaleferrara.it, su Vivaticket e in biglietteria del Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della Libertà,21). Durata: 125 minuti senza intervallo.